Il luogo della casa dove sto meglio

Il cucinotto di Giovanni.

“Qual è il luogo della tua casa dove stai meglio?”. Questa domanda – tra molte altre – è stata fatta alle persone intervistate per il libro Abitare. Un viaggio nelle case degli altri. E ora la facciamo anche a voi.

Vi chiediamo di mandarci una fotografia del luogo della vostra casa dove state meglio. E dieci righe (circa) nelle quali spiegate perché quel luogo lì della vostra casa è quello dove state meglio. Tutte le immagini e i testi saranno via via pubblicati nel blog Abitare.

Domanda: “E che cosa si vince?”.

Risposta: “Niente. Tuttavia, uno su dieci tra i partecipanti riceverà un libro in regalo. Non il libro Abitare, ma un’opera narrativa di qualità. Fino a un massimo di cinquanta libri regalati”.

Spedite all’indirizzo: nellecasedeglialtri@gmail.com. Se volete correre il rischio di ricevere un libro in regalo, scrivete nell’email il vostro indirizzo (con tanto di codice di avviamento postale, grazie).

Giulio Mozzi, Clementina Sandra Ammendola

Advertisements

3 Risposte to “Il luogo della casa dove sto meglio”

  1. Marco Crestani Says:

    Giovanni è seduto nella cucina di casa sua. Cerca di scrivere, ma non ci riesce. Il foglio è bianco davanti a lui.
    Guarda l’orologio e vede, perplesso, che segna l’una e venti. La neve cade piano. Non c’è vento e delicati fiocchi si posano sonnolenti sulla strada vuota.
    Demetrio vede sul muro del cortile, attraverso le persiane rosso carminio, che proiettano la sua ombra sulla superficie bianco avorio della carta. Ha un tavolo laccato nuovo, una sedia con lo schienale in metacrilato bianco e le gambe in metallo verniciato.
    E’ attorniato da pagine scritte, ma non riesce a scrivere. Il silenzio lo aiuta, ma la luce intensa della lampada gli affievolisce la vista e i contorni delle parole sono meno definiti…

  2. Giovanni Cocco alias Johnny 99 Says:

    Bella l’iniziativa, bella l’idea del libro.
    Per cinque anni della mia vita (terminati pochi giorni fa) le case hanno costituito l’oggetto del mio lavoro. Ho viste centinaia, forse migliaia di case; sparse tra la provincia di Como, dall’Erbese alla Val d’Intelvi; dalla sponda occidentale del Lago (primo bacino, Tremezzina, Alto Lario) alle zone montuose della Valassina.
    Tra le cose più singolari che mi è capitato di riscontrare all’interno di talune abitazioni:
    1) uno schermo TV (perfettamente funzionante ed iper tecnologico) incassato nella struttura in muratura del bagno. “Il bagno è il mio pensatoio” mi ha raccontato questa persona. “Ci sto delle ore”, ha aggiunto, “e ho i miei riti. Certe trasmissioni le guardo solo in bagno”.
    2) un montacarichi elettrico (dimensioni non inferiori al metro e mezzo quadro) nascosto a fianco dell’enorme camino di una villa, in grado di far salire dalla legnaia al soggiorno il combustibile per l’accensione del fuoco.
    3) un appartamento costruito nella torre di un ex monastero, con le pareti tonde e, di conseguenza, i mobili di arredo tondi. Prima di questa scoperta non avrei mai potuto immaginare che potessero esistere mobili con superfici di appoggio tonde.
    4) coppia senza figli, villetta a schiera di testa. Al primo piano tre camere (due singole e una doppia) e bagno. “Una è mia” mi disse il proprietario. “Quest’altra è di mia moglie”. “E la terza?” chiesi io. “Mia e di mia moglie”, aggiunse il tizio, “quando non abbiamo voglia di dormire”.

  3. Francesca Biscioni Says:

    Un po’ come Salgari,un po’come un topolino mi ritrovo,di tanto in tanto,nel mio luogo sacro.Ci scendo solo quando inutili oggetti mi”ronzano”per la casa.La ruggine della porta e il vetro rotto(passaggio dei miei gatti)sono frontiera del”vecchio mondo”,il disordine e l’odore”umido”,mischiato ad un groviglio di ragnatele,ne offuscano il ricordo.Come se fossi inebriata da quella polvere di tempo,rimango immobile ha fantasticare sulla clandestinità di ogni oggetto.Ridandogli vita e stato,viaggio nel mio passato,nelle mie radici;tanto da sentire voci e vederne i colori.Sorrido a mio nonno,dove un tempo era anche il suo rifugio per bere vino e per lui luogo molto ospitale.La lacrima è scesa,l’inutile l’ho lasciato e un’altro oggetto l’ho recuperato,chiudo la porta della cantina e torno a casa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: