Le mensole dell’Ikea; la foto alle Cornelle, giù da una cosa che bagnava tutti; il volantino della diciannovesima edizione di Un libro per la testa, a Suzzara, nei mesi di febbraio e marzo; il catalogo della Moby Dick; la foto di Hanny Syadlin e quella del principe Umberto di Savoia al fronte; i CD di musica, in verticale, che coprono il manifesto di un concerto di Enrico Ruggeri; un fiocco rosso si qualche regalo di Natale, con un campanellino; i CD con i dati e i lavori degli anni passati, in orizzontale finché reggono i chiodini che tengon su tutto; lo schermo del computer aperto sulla pagina di Abitare; una scatoletta di latta azzurra, vuota, ho mangiato tutti i “sassolini”, confetti di liquirizia all’anice; una scatoletta di latta bianca, con le mentine; il blocco con gli appunti della lezione on line sulle nuove tecnologie; il pennarello Grinta feltro blu; un foglietto con i numeri che ho sognato per il lotto, due, trentuno, sedici, sessantaquattro, se volete sono vostri; una scatola di latta grigia piena di mollette molto piccole ma di legno; la cartolina per l’abbonamento a Wired; i quaderni con la spirale per costruire la linea del tempo, costosissimi, due euro e quaranta l’uno, marca Monocromo; e altre quindici righe di oggetti vari.
Annalisa Ferrari
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16 febbraio 2010 alle 18:51
beh mi consolo …. è peggio del mio tavolo